La Sicily Divide nasce per portare un aiuto concreto alle cittadine delle aree interne della Sicilia (a rischio di spopolamento) promuovendo il cicloturismo e le attività di accoglienza e ristori bike friendly. L’itinerario va da Trapani (o Palermo) a Catania utilizzando soprattutto strade rurali e provinciali con traffico scarso o nullo fra sterrato e asfalto, attraversando così oltre 48 fra borghi e cittadine interne alla Sicilia. Noi abbiamo scelto di partire da Palermo.

GIORNO 1

Il viaggio in aereo è stato ottimo e tutto il personale cordiale e disponibile. È stato complicato spostarsi con i nostri scatoloni per le bici, Erano veramente ingombranti! Abbiamo montato le bici, che fatica…però abbiamo fatto un buon lavoro.

Abbiamo imboccato subito la ciclabile, e già dai primi metri lungo la costa siamo rimasti a bocca aperta: che posti meravigliosi. Arrivati a Palermo siamo stati pervasi dalla cultura e dalle tradizioni, che casino però.

Lasciato Palermo alle spalle, siamo saliti verso Monreale per concludere la giornata alle porte di San Giuseppe Jato dove ci siamo accampati per la notte. Serata sotto le stelle, un po’ freddina ma scaldata da una buona pizza d’asporto. Andiamo a dormire stanchi ma sorridenti.

 

GIORNO 2

In tenda abbiamo dormito bene, ma Ersilio stamattina svegliandoci alle 6.15 ha rovinato tutto. Smontato il nostro piccolo accampamento siamo partiti in direzione San Giuseppe Jato per fare colazione e BAM!…una salita che sembrava lo Zoncolan… senza niente in pancia…con una bici da 30 kg… che massacrata!  Dopo la colazione abbondante per recuperare le fatiche di nuovo in sella verso San Cipirello e poi Borgo Borsellino, detta “ghost town” perché spopolata dal terremoto del 1968 che devastò questa zona. Proseguendo siamo arrivati a Nuova Gibellina, comune pieno di sculture e monumenti. 

Pranzo al Moma da Nino Bonino, accogliente e cordialissimo, ci ha pure trovato alloggio per il fine tappa presso un amico Beppe di Salaparta! Dopo la sosta per il pranzo ripartenza con direzione dei ruderi di Gibellina e Poggioreale distrutti dal terremoto e poi Poggioreale (ricostruito) e Salaparuta dove l’ospitalità dei siciliani ci ha accolto ancora. Ottima cena da asporto e sistemazione per la notte al top.

Oggi 95 km con 1600 m di dislivello.

GIORNO 3

Sveglia, colazione e subito in bici. Salutato Beppe abbiamo raggiunto i ruderi di Borgo Vago e poi il centro di Santa Margherita del Belice. Bellissimi paesaggi,  ma i cani pastori, tutti di taglia grossa, o ci scambiavano per capre o avevano fame…quindi giù i watt e scatti che neanche il miglior Cipollini!

Imboccata la salita per Sambuca…che spettacolo in lontananza il Lago Arancio. Oggi non ci siamo fatti mancare qualche sosta in stile siciliano: arancini, cannoli e minne di vergine (è un dolce tipico…).

Altra difficoltà di oggi, oltre ai cani, la temperatura: sfiorava i 40 gradi! Strade sterrate battute dal sole con panorami selvaggi e fontanili per rinfrescarci.

Proseguendo sul sedime della vecchia ferrovia, con ponti a archi e gallerie, fortunatamente fresche, siamo arrivati a Burgio, per poi raggiungere Villafranca Sicula e poi Lucca Sicula in cui passeremo la notte.

Oggi 71 km con 1250 m di dislivello.

GIORNO 4 

Inizio della mattinata in discesa…da Lucca Sicula al fondovalle, ma  il paesaggio collinare ci riporta in salita con pendenze molto impegnative. Nessuna abitazione e la natura domina incontrastata. Arriviamo allo splendido lago di Magazzolo per cominciare la salita che ci porta a Bivona e S.S.Quiscuina.  Il passaggio cambia ancora e ci ritroviamo tra pinete cariche di fascino e vallate sempre più ampie fino ad arrivare a Cammarata. L’ospitalità di Adolfo e della sua famiglia ci tiene compagnia per il pranzo e buona parte del pomeriggio.  Dopo una lunga discesa ci fermiamo per il nostro meritato riposo e una squisita cenetta.

Oggi 63 km e 1340 m di dislivello.

GIORNO 5

Quinto giorno che comincia con una buona colazione. Pronti via e siamo in salita su stradine sterrate o secondarie che ci portano fino a Mussomeli e ancora a Bompensiere e Montedoro. Nel pomeriggio abbiamo attraversato Serradifalco, S.Cataldo e Caltanissetta, all’insegna di un caldo torrido.  Paesaggi in continuo cambiamento: a inizio tappa molte pecore e terreni coltivati poi sempre più in stile “selvaggio West” e infine più trafficato e cittadino.  Cena ottima in stile siciliano: polpette di cavallo e panelle

Oggi 76 km e 1730 m di dislivello.

GIORNO 6

Sesto giorno con partenza da una “fredda” (17/18 gradi) Caltanissetta, lunga una discesa asfaltata che ci porta a Borgo Cascino, quattro case e una bella chiesetta. Da lì in poi solo salite lunghe e dure per arrivare fino a Enna. La temperatura per fortuna è rimasta molto fresca tutto il giorno, anche a causa del vento molto forte.  Nel pomeriggio discese ripide e sconnesse fino al fondovalle e poi qualche strappo duro fino a Leonforte. Enna molto carina la rocca e a Leonforte la fontana 24 cannoli.

Oggi  59 km e 1520m di dislivello.

GIORNO 7

Lasciato Leonforte alle spalle siamo scesi fino ad Agira, con un centro storico molto carino. Tra i cespugli di ginestre siamo saliti fino al lago di Pozzillo. Salita tosta, ma in cima ci aspettavano un sacco di cavalli, asini e mucche liberi al pascolo. Passando sopra la diga siamo arrivati a Regalbuto, con la sua piazza molto bella, dove abbiamo fatto la sosta per il pranzo. Nel pomeriggio sotto il sole cocente abbiamo proseguito su strade isolate in direzione Centuripe. Una lunga discesa per Paterno’ dove ci aspetta un po’ di riposo e la sosta per la notte.

Oggi 81 km con 1430 m di dislivello.

GIORNO 8

Oggi pochi chilometri in bici, giornata di sensibilizzazione nel comune di Pedrara, dove il sindaco Alfio Cristaudo ci ha accolto per raccontare la nostra e mandare un messaggio importante. É stato davvero emozionante! Non abbiamo parole

GIORNO 9

Oggi relax in quel di Catania, smontate le bici e imballate…si torna a casa!

"Inizialmente ero preoccupato, mi spaventava l'idea di percorrere circa 500 chilometri, ma soprattutto con una bici da 32 chili e la forza di una gamba sola. Anche il caldo, fino a 39 gradi, in alcuni pomeriggi non ha aiutato e ho dovuto bere circa 9 litri di acqua al giorno, ma il passaggio all'interno delle montagne ci ha regalato paesaggi incredibili. Le persone ci hanno accolto, dopo una iniziale diffidenza, con immenso affetto. Ci hanno dato il cuore, soprattutto il Comune di Pedara, con cui organizzeremo grandi cose."
Ersilio

Ringraziamenti:

  • All’Agriturismo Masseria La chiusa di San Giuseppe Jato, a Nino e Beppe per la fantastica ospitalità
  • Al Comune di Pedara per l’opportunità dataci
  • alle nostre famiglie
  • a chi come voi ci supporta, sopporta e incita.